La mente creativa

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La mente creativa

La forma del cervello umano può ricordare quella di una noce aperta, infatti è formato da due distinti emisferi, quello destro e quello sinistro.

Secondo gli studi di  Roger Sperry, neuropsicologo e neurobiologo il cervello è così suddiviso:

- L’emisfero destro sembra essere la sede di elaborazione di dati globali e percettivi, è l’emisfero che tende a controllare la parte emotiva, creativa e spirituale della nostra personalità.

- L’emisfero sinistro elabora invece i dati lineari e consequenziali, è sede della nostra elaborazione verbale, insomma fa le veci della parte razionale.

Betty Edwards ha scritto un libro molto interessante (“Disegnare con la parte destra del cervello“) in cui fonda le basi per l’insegnamento del disegno, sul fatto che tutti possono imparare a disegnare, sviluppando e controllando la percezione della parte destra del cervello.

La Edwards parte dall’assunto che uno dei due emisferi cerebrali sembra predominare sull’altro, probabilmente per via di condizionamenti sociali. Basti pensare ai significati che vengono attribuiti alle parole “destra” e “sinistra”. Per descrivere l’essere abili viene detto “avere destrezza”, “sono il braccio destro del mio superiore”, mentre per la sinistra quando si fa un incidente “ho fatto un sinistro” oppure nel descrivere una cosa inquietante non di rado la si definisce “sinistra”. Teniamo però presente che sebbene queste espressioni si riferiscano alla mano destra e sinistra, le idee che esse esprimono possono essere trasferite ai due emisferi cerebrali, a causa del collegamento incrociato tra le due metà del corpo e le due metà del cervello. Quindi la mano destra (e l’emisfero sinistro) vengono associati nella nostra lingua a tutto ciò che è positivo, giusto, accettabile, mentre viceversa la mano sinistra (e quindi l’emisfero destro) è collegata al concetto di anarchia ed emozioni che sfuggono al pensiero cosciente, ritenute perciò immorali e pericolose.

Per raggiungere un buon equilibrio è forse di fondamentale importanza capire come queste due modalità di pensiero possano essere correttamente coordinate per acquisire differenti livelli di stile di pensiero, e raggiungere la presa di coscienza della propria personalità creativa.

Edward de Bono, medico e psicologo, ha scritto il libro “Sei cappelli per pensare“, famoso in tutto il mondo. In esso, insegna ad affrontare i problemi sotto differenti aspetti, mentre in realtà spesso noi li affrontiamo solo sotto un unico punto di vista, limitandone così le possibili soluzioni. Ci sono i cappelli bianco, rosso, verde, nero, blu, giallo ed ognuno corrisponde ad un tipo di comportamento.

Secondo De Bono è importante rendere flessibile il controllo rigido del pensiero logico-lineare (emisfero sinistro) per potenziare lo sviluppo della creatività (emisfero destro).

Dunque, a questo punto la domanda è spontanea: si nasce creativi o lo si diventa? Forse quelle persone che creative lo sono dalla nascita, hanno semplicemente avuto la fortuna di capire come attivare l’emisfero destro in momenti in cui è richiesto uno sforzo creativo. La fortuna prende quindi il posto della predisposizione, o semplicemente si fondono? Fatto sta che creativi si può anche diventare, la scienza senza dubbio lo ha dimostrato.

Lisa Massei

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