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Social Network, perche’ e’ importante esserci

Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura;

tener conto delle informazioni che ci vengono date e’ cultura.

(Johann Wolfgang von Goethe)


Sarà che bisogna metterci la faccia, sarà che è richiesto un impegno costante, sarà che scrivere non è cosa per tutti. Sta di fatto che i social network spopolano e nascono come funghi, ma ancora molti decidono di restarne fuori. E per molti intendiamo i professionisti e le imprese, quei soggetti che di Facebook e Twitter (ma anche Linkedin, Youtube, Flickr e il neonato Google+) dovrebbero fare uno strumento di promozione aziendale.

Sì, perché oggi la promozione professionale parla un nuovo linguaggio, propone una grammatica alternativa che va al di là delle immagini e degli slogan. La comunicazione cambia registro e conquista finalmente un nuovo tessuto narrativo.

Innanzitutto la personalizzazione: il professionista interviene in prima persona, si rivolge direttamente ai suoi interlocutori, rendendo più diretto il contatto e favorendo l’interazione con i potenziali clienti.

Secondo, la condivisione: pubblicare su un social network le proprie iniziative, i propri servizi, un evento o un nuovo prodotto, significa mettere in rete il proprio nome e lasciare che circoli liberamente nel web generando un passaparola rapido, economico e potenzialmente infinito.

E allora a cosa è dovuta tanta riluttanza?

Il rischio: sicuramente la condivisione on line della propria attività comporta un certo rischio perché quello che pubblicizziamo rimane indelebilmente scolpito nella rete e perché ci si mette in gioco esponendosi alla libertà dei commenti e delle reazioni. Il pubblico del web non è passivo, ma anzi esercita in tempo reale il suo potere di critica. Ma se è vero che un passaparola negativo può minacciare la reputazione aziendale, è altrettanto vero che partecipare alla discussione e rispondere ai commenti è indice di serietà e professionalità. Perché si dimostra di non temere le critiche. Al contrario, di essere aperti ad ogni confronto costruttivo.

Tempo e capacità: la presenza sui principali social network ha senso solo se si pubblicano notizie con regolarità, continuità, arricchendo i post di informazioni multimediali, foto e video. Ciò significa avere tempo a disposizione e capacità di gestire questo tipo di comunicazione. Niente paura, esistono dei professionisti specializzati che amministrano i profili social, curando i contenuti e individuando le strategie di comunicazione più efficaci.

Intangibilità: la comunicazione, soprattutto la comunicazione on line, non è un bene tangibile e come tale rende difficilmente comprensibile ogni forma di investimento.

Per questi motivi il cosiddetto web 2.0 (l’avvento dei social network) è un valore aggiunto che ancora molte aziende italiane non comprendono. Peccato: la grande fetta di consumatori ormai è sul web, dove il blogger fa opinione e dove il passaparola è libero e dunque reale.

Una ricerca a cura di Hotwire, società internazionale di consulenza in relazioni pubbliche specializzata nel settore della tecnologia, ha rilevato che gli italiani sono tra i primi in Europa a prestare molta attenzione a opinioni e consigli su servizi recensiti da “amici” attraverso i social network.

Oggi sono considerati più affidabili i social media piuttosto che i suggerimenti provenienti dalla pubblicità tradizionale. I blogger fanno opinione, i social network fanno passaparola. Le piattaforme 2.0 sono un’incredibile risorsa per i professionisti, un’opportunità che troppo spesso non viene colta.

Un’evoluzione senza precedenti sta trasformando i media e gli strumenti di comunicazione: è il momento di valutare se partecipare al cambiamento o rimanere un passo indietro.

F.L.


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