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...Spunti di riflessione...
Il curriculum emotivo
La frase più pericolosa in assoluto è: abbiamo sempre fatto così.
(Grace Hopper - matematica e progettista di sistemi)
Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile.
E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile.
(San Francesco d'Assisi - patrono d'Italia)
Inviare cv con foto: chi di noi, pieno di speranze e con un tuffo al cuore, non si è affrettato almeno una volta nella sua vita ad accettare questo invito?
Presi dal contenuto dell’annuncio e dall’innesco di immagini ed emozioni che produce, spesso ci si preoccupa più di arrivare primi nel far giungere a destinazione il cv che di curarne la redazione. Curare è, forse, la parola giusta: prendersi cura di sé attraverso la propria immagine, riflessa in quelle righe, accertarsi che sia fedele alla realtà ma anche che sappia dare il meglio di sé … in modo che sia la persona ad arrivare “prima”, e non un file.doc o un esile fascicoletto di fogli.
“Esili” cv se ne vedono molti: poche scarne righe, che raccontano di date, titoli, indirizzi, di un’identità del tipo “cognome e nome”, che nulla porta in sé dell’anima, del soffio vitale del suo legittimo proprietario. Rischia così di perdersi, tra i tanti suoi simili, non visto, non notato. Come fare per dare spazio all’anima e far sì che arrivi ai selezionatori?
Ce l’avranno, loro, un’anima? Di solito sì, ed esistono alcuni accorgimenti che è possibile adottare per rendere più interessante e particolare il proprio cv.
Non si tratta affatto di mentire: al contrario, è opportuno essere massimamente sinceri, e per farlo è necessario dedicare del tempo a sé stessi, ripercorrere la propria storia personale e lavorativa, soffermarsi su come, in ogni esperienza vissuta, sono state accolte ed elaborate le proprie emozioni. Da qui scaturisce il saper essere di ciascuno, quel sapere non comune, che rende le persone competenti nel quotidiano relazionarsi all’altro e che fa la vera differenza tra un candidato e l’altro. Così, ricordando quell’esperienza lavorativa in cui si è tenuto duro nonostante la tristezza (emozione) provata per il dover svolgere ogni giorno mansioni sempre uguali, magari sognando di organizzare autonomamente il lavoro in modo diverso, si scopre di essere persone tenaci, autonome e creative. Informazioni non da poco, che dicono molto dell’essenza di una persona, in grado di incuriosire il lettore, di sollecitarlo ad andare più a fondo. Non solo. Una lettura emotiva del proprio cv consente di individuare con più chiarezza gli obiettivi da perseguire. L’allenamento ad ascoltarsi in profondità consente di effettuare scelte lavorative in linea con i bisogni propri e non di altri. Riconoscere il proprio sentire può inoltre permettere di valorizzare o far emergere esperienze di vita o di lavoro altrimenti poco dettagliate o non inserite nel cv. Conoscersi meglio allora amplia gli orizzonti delle opportunità ed evita molte perdite di tempo, anche ai selezionatori di cui sopra; questi, inoltre, avendo appunto anche loro un’anima, saranno sollevati nel disporre di profili che ne hanno una, viva, che aspetta di essere contattata.
Alessandra Spera - psicologa
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