Offerte del Mese - Marzo 2011
Ritratto
Nel mese di Marzo, per festeggiare La Festa della Donna, o per vederti attraverso gli occhi di Iridee abbiamo pensato di offrirti:
- ritratto in location esterna. (es. servizio foto 15 scatti 40 euro + iva)
- su richiesta l'interpretazione dello stesso in forma pittorica. (a partire da 150 euro + iva)
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...Spunti di riflessione...
Pubblicità: quale linguaggio?
Insomma, o ci salviamo con il mondo come appare - non solo con i suoi colori e i suoi sapori, ma anche con le sue qualità di valore e disvalore, con le cose preziose che contiene e devono essere protette, e quelle che gridano vendetta e devono essere cambiate - o di noi non si salva niente, neanche nel ricordo: neppure la differenza fra un uomo nobile e un vigliacco, fra una vittima e un carnefice.
("La questione morale" Roberta de Monticelli)
Il messaggio pubblicitario è solitamente la somma di un messaggio iconico, di uno linguistico e uno connotativo. Spesso la pubblicità fa leva sull'associazione fra prodotto e stile di vita, ma ci sono anche messaggi pubblicitari che puntano sul passato, su valori tradizionali, come la natura o l'artigianato.
Il "consiglio per gli acquisti" colpisce il consumatore nelle sue debolezze, fragilità, ma anche nei suoi desideri di cambiamento e miglioramento.
Mentre in passato ci si concentrava sull'esposizione delle caratteristiche di un prodotto per renderlo appetibile, oggi la pubblicità si focalizza sulle emozioni legate ad esso, su valori, desideri, identificazione fra soggetto ed oggetto.
La componente visiva e quella verbale, hanno un peso diverso nella pubblicità, vale a dire che l'immagine ha una fortissima e immediata efficacia comunicativa, rispetto alla parola, è tendenzialmente quella che arriva per prima, le parole hanno il ruolo di ancoraggio all'immagine stessa. Anche se la parola può sembrare subordinata, essa svolge un ruolo molto importante: serve a spiegare le immagini che di per sé potrebbero non essere sufficientemente comunicative. In altri termini parole e immagini sembrano aiutarsi reciprocamente, sono imprescindibili.
Proviamo adesso a fare una distinzione fra pubblicità con valenza positiva e pubblicità con valenza negativa.
Esistono pubblicità negative: ad esempio quelle che ci impongono un ruolo strumentale del corpo delle donne, o di status symbol basati sulla ricchezza fine a sé stessa. Ma anche pubblicità che semplicemente promuovono un prodotto o servizio senza ledere valori morali.
Ci sono poi pubblicità con forte valenza sociale: come per esempio le pubblicità progresso, quelle che spingono verso una riflessione interiore, per un cambiamento consapevole.
Si può dunque dire che la pubblicità è un linguaggio e quindi una forma di comunicazione che è parte integrante della nostra società.
Molto si è scritto sulla pubblicità, sul suo carattere subliminale, ingannevole. Ma proviamo ad interrogarci sul ruolo del ricevente. Siamo attori passivi della pubblicità, oppure siamo dotati di scelta, di capacità di giudizio? Possiamo imparare a leggere una pubblicità analizzandone il messaggio?
Lisa Massei
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